Archivio Mensile: febbraio 2014

19 febbraio 2014

Come diminuire lo spreco d’acqua.

Secondo l’istituto Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), i consumi idrici si sono ridotti. Tra i fattori, che hanno contribuito a questa diminuzione dei consumi, vi sono comportamenti responsabili e rubinetti con dispositivi salva acqua.
Il valore medio sui consumi (preso da 60 diverse città italiane), è calato del 14.1% dall’anno 2000 al 2011.La più alta percentuale di riduzione dei consumi si registra a Monza seguita da Parma, Piacenza, Genova, Torino e Novara; nel 2011 delle 60 città solo Reggio Calabria, Palermo e Messina sono ricorse a misure di razionamento dell’erogazione dell’acqua. Valle d’Aosta, provincia autonoma di Trento, Abruzzo, Sicilia e Sardegna si contraddistinguono come le uniche regioni autosufficienti dal punto di vista idrico.Invece il Centro-Sud basa il proprio rifornimento sugli scambi. In particolare, la Puglia risulta la regione più dipendente: più del 60%, ossia circa 333,5 milioni di metri cubi di acqua ad uso potabile, proviene dalla Basilicata (per circa il 64%), dalla Campania (per circa il 36%) e in quantità residuali dal Molise. La Basilicata si qualifica come la regione più esportatrice: circa il 70% dei volumi prelevati sul proprio territorio (circa 217 milioni di metri cubi d’acqua) sono destinati ai suoi vicini.

Da un esame sulle strategie da attuare per la riduzione del consumo idrico cittadino è necessario partire dai condomini, quindi dalle abitazioni private. Vi sono sistemi per controllare e monitorare i nostri consumi, tramite una normale rete Ethernet domestica; in modo da avere la possibilità di accedere direttamente dal computer per visualizzare il nostro impiego d’acqua. Questi sistemi però risultano più facili da installare nei condomini, dove sono già presenti i contatori per l’acqua calda e fredda, risulta più difficile farlo in tutte le utenze domestiche.  E’ importante consapevolizzare il cittadino su quanto si sta consumando e dove lo si sta facendo, in modo da poter intervenire dove necessario.
Tra le possibilità d’intervento finalizzate a ridurre efficacemente i consumi d’acqua potabile, è diffuso il frangigetto, che consente all’interno di un rubinetto di ridurre i consumi in maniera considerevole. Quelli di ultima generazione, sfruttando una miscela aria-acqua nel getto e l’aumento delle velocità di uscita dell’acqua, sono in grado di garantire un potere lavante adeguato, pur a portata ridotta d’acqua. E il getto si fa leggero e corposo. Altre tecnologie per il risparmio idrico sono rappresentate dai miscelatori elettronici a infrarossi, che consentono lo scorrere dell’acqua soltanto quando il bisogno è reale. Anche la rubinetteria ha avuto delle evoluzioni importanti: forme ergonomiche delle leve per la miscelazione dell’acqua favoriscono un miglior controllo del flusso dell’acqua senza eccedere nell’uso di quella calda, favorendo anche una riduzione dei consumi energetici a essa collegati. Ci sono poi i rubinetti a doppio scattoche a un primo tocco erogano a circa la metà della portata massima e, solo con una manovra leggermente più energica, si aprono al flusso totale. Le docce si sono evolute grazie a soffioni che garantiscono un adeguato risciacquo e comfort anche con portate di 5/7 l/min. Riduttori di portata, d’altronde, si adattano oggi anche alle docce più datate. Metodo a costo zero, ma utilissimo, rimane comunque l’attenzione a chiudere la doccia mentre ci si insapona: un sistema di risparmio idrico che è doppiamente attento all’ambiente, in quanto evita spreco di sapone.

Ecco alcuni esempi di rubinetti e soffioni doccia per il risparmio dell’acqua:

 Rubinetteria Cristina: Sandwitch

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Grazie alla loro forma appiattita offrono un risparmio d’acqua dovuto al loro ottimo funzionamento anche di fronte alle basse pressioni.

Rubinetteria Cristina: Bollicine

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bisazza07 6 febbraio 2014

I 9 Stili del bagno

06 Febbraio 2014

Secondo la teoria dell’Enneagramma  (dal greco ennea, nove, e gramma, disegno) vi sono 9 tipi di persone che scelgono il proprio bagno in base alla loro personalità e al gusto.

Tipo che sei, bagno che arredi
Prendendo spunto dal libro “Abitare con l’enneagramma”, scritto dall’architetto Zeinab Youssef e da Maurizio Cusani, medico e insegnante di enneagramma , l’individuazione del rapporto fra psiche e arredamento può aiutare sia chi non si sente soddisfatto e “rappresentato” dalla casa che abita e vuole trovare una soluzione autonomamente, sia il professionista che voglia progettare una casa fonte di benessere e a misura del proprio cliente. Non solo, può dimostrarsi utile anche a chi lavori in campo immobiliare: sapendo a quale profilo appartiene il compratore, sarà automatico individuare la casa e la zona che fanno per lui.

I nove profili
Partiamo dal tipo I, che ha come animale simbolo il setter: si tratta di un individuo perfezionista, che pretende altissimi livelli di qualità, regole sicure ed è estremamente esigente e attento agli errori. La sua è una casa molto ben organizzata, dove ogni ambiente ha una funzione precisa e ogni cosa il proprio posto. Nel suo bagno, i sanitari sono ben localizzati e separati dalla doccia e dalla sauna, i materiale facilmente lavabili per garantire la massima igiene. Lo spazio è ottimizzato con scaffalature, piani di appoggio funzionali e suddivisione virtuale degli spazi, ricorrendo anche a gradini, specchi e illuminazione.

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Perfezionista – Casabath, Pass

Diverso il tipo II, animale simbolico il sanbernardo, che pretende un tocco personale e predilige il rapporto a due. La sua priorità è una casa dove accogliere le persone e metterle a proprio agio. Il bagno è per lui luogo di rigenerazione del corpo e dello spirito, con arredi che possono essere spostati in uno spazio flessibile, con bagno e doccia insieme e funzioni complementari per rendere l’ambiente ospitale.

Generoso – Galassia

Per il tipo III, simboleggiato dall’aquila, è importante il prestigio e comunicare sempre  una buona immagine di sé. La sua è una casa “status symbol”, dimostrazione del suo successo. Il bagno si distingue per l’ampiezza e per l’impatto di agiatezza. Sanitari di nuova generazione, colori di moda e ricerca delle ultime tendenze. In sintesi: un ambiente dove non necessariamente a ogni oggetto corrisponde una funzionalità di utilizzo.

Dolce

Dolce

 

Riformatore – Fantini, Dolce

Il tipo IV, simbolicamente un bassethound, chiede agli altri di mostrarsi all’altezza delle qualità che pretende, di essere perspicaci e capire le sue esigenze. Il suo obiettivo è avere una bella casa, “da rivista”. Il bagno è un ambiente speciale e unico, con accostamenti di colori improbabili per un effetto decisamente non banale. Anche la scelta dei sanitari non è mai scontata. Gioca con lo spazi, i colori e i materiali per creare qualcosa fuori dal comune.bisazza07
Creativo – Bisazza



Al suo opposto, il tipo V, è un’ostrica che preferisce procedure semplici e non invadenti, professionalità e competenza. Vede la propria casa come una “tana”, un rifugio dal mondo, con spazi di accoglienza ridotti al minimo. Il bagno deve essere un ambiente funzionale e raccolto, dall’aspetto classico, in cui non accetta intromissioni. La concessione alla comodità non intacca la dimensione di luogo di  privacy, quasi segreto.

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sharp double

 

Riservato – Jacuzzi, Sharp Double

Il cane lupo, o tipo VI, apprezza l’elenco dei possibili problemi futuri e di come cercare di affrontarli e risolverli. Aspetto prioritario per lui è la sicurezza: ha una casa molto organizzata, con arredi sicuri, indistruttibili. Anche il bagno segue questi dettami: materiali con caratteristiche precise, piastrelle non scivolose, sanitari non appesi, uscita dalla vasca con spazio davanti, funzionale e con pochi ingombri, armadi o cassetti a parete o sotto il lavandino.
Serie 21

Serie 21


Leale – Pozzi Ginori, Fantasia 2

 

Decisamente volatile, il tipo farfalla, profilo VII. Porte aperte, soluzioni scorrevoli: tutto è fluido, utile e dilettevole. La sua casa deve trasmettere allegria ed è importante che abbia vista e affacci. Ovunque domina il suo colore preferito, anche se l’abitazione rischia di diventare monocromatica. L’allegria vince anche nel bagno: i sanitari hanno sagome particolari, la vasca è unica nel proprio  genere, non mancano luci, giochi di specchi e piastrelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ottimista – Cerim

 

 

Pieno e totale controllo della situazione per il tipo VIII, un mastino che deve sempre mantenere il controllo della situazione e degli ambienti. Predilige l’interno borghese e la sua è la  casa del “capo”. Ama il bagno in stile antico, confortevole e rilassante per lui e il suo benessere. Vuole sentirsi il “re”: ama vasche da bagno ampie e comode, specchi che allargano, rivestimenti di pregio. Può optare anche per un bagno moderno, purché sempre esclusivo.

Leader – Galassia, Ethos

 

Chi appartiene al tipo IX, il delfino, vuole sempre comunicare all’ospite un’impressione di benvenuto: l’importante per lui è che tutto sia chiaro e prevedibile. Facilmente influenzabile, non ha una casa di spicco: l’essenziale è che sia confortevole, facile da pulire, con pochi orpelli. Il bagno è il luogo dove ama scaricare la tensione e ritrovare l’armonia, dove coccolarsi e prendersi cura di sé. Ricercato, gradevole, può ricordare una spa.

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Mediatore – Catalano

 

Insomma, nove tipi, nove stili. Dalla conoscenza dei principi dell’enneagramma  si può dunque capire quale può essere la casa ideale, gli errori da non fare, individuare la scelta giusta dei colori e anche la distribuzione interna degli ambienti. Attraverso piccoli accorgimenti dell’arredo, una stanza può cambiare radicalmente il suo aspetto e la casa si può “modellare” intorno alla persona che la abita, per farla stare meglio. Il comportamento umano è infatti il risultato di motivazioni profonde e antichi condizionamenti. E il ricorso alla teoria dell’enneagramma può spiegare scelte di gusto apparentemente libere e soluzioni spaziali che appaiono spontanee ma che devono essere un contributo alla ricerca dell’armonia.